lunedì 23 gennaio 2012

Segusino, viaggio poetico alla Valle dei Mulini di Gian Berra con Stramare e Milies nel cuore.


Segusino, alla valle dei mulini un viaggio poetico dei ricordi di Gian Berra.
CAOS BAROCCO, nuovo libro gratis online di Gian Berra. lo trovi:





Segusino, la valle dei mulini saluta Pan. Gian Berra 2009


Tante foto, poesie, pensieri e sensazioni dentro un percorso affascinante nella Valle dei Mulini a Segusino, Milies e Stramare.
Segusino e La Valle Dei Mulini-Gian Gianberra Milies, Stramare




Segusino, la splendida forra della Valle dei Mulini. Foto di Gian Berra, febbraio 20

TUTTE LE FOTO DI SEGUSINO-LA VALLE DEI MULINI, Gian Berra

https://picasaweb.google.com/gian.berra/SEGUSINOCalDelPont_ViaDeiMolini_TrodoDeiMulin_GianBerra_gianberra












lunedì 28 novembre 2011

Un sogno dove Mario Monti rastrellava l' Italia...


Quando L'Italia serve al mondo, si prende come un asino: Carota o bastone, come diceva Winston Churchill
Winston Chrchill's deam: Italy like a donkey


il rastrello di Mario Monti....mette d'accordo tutti
        
Mario Monti's dream ...

La luna mi fa fare brutti sogni. Stanotte ho sognato un giardiniere speciale munito di rastrello di legno duro. Io non valgo nulla e malgrado abbia compiuto 64 anni il due novembre scorso continuo a ragionare come se avessi ancora diciotto anni. Che ingenuo che sono! Mario Monti va in chiesa ogni domenica e sa bene cosa è la vita.
Lui è serio e fa bene i compiti che gli prepara la vita. rastrellare con cura il giardino d'Italia e raccogliere con cura sassolini da usare per ordinare il giardino che gli è stato affidato. Ma perché non gli è stata consegnata anche una piccola zappa? Magari sotto la ghiaia ci sarebbero altri tesori succulenti. Ma io sono un ingenuo e non voglio crescere. Che tonto che sono. Anche Berlusconi era forse un po ingenuo? Pensava forse di cambiare il mondo? Ma chi si credeva? Gli hanno fatto di tutto per metterlo nel ridicolo, ma Silvio non capiva o non voleva capire. Che delusione (!?) ...
Ma gli italiani pensano al loro orto privato. Sono troppo occupati a fare il tifo.

Berlusconi's dream?

Caro Silvio hanno fatto di tutto per farti passare per ridicolo. Un vecchio fissato, che ancora sogna di cambiare il mondo. ma chi ti credevi? Pensi davvero che la gente abbia il coraggio di levarsi la maschera? Povero illuso non hai capito che li fai arrabbiare di brutto?
Ti ricordi che ridevi con i grandi della terra e tentavi di farli ridere?
Ti ricordi le figuracce? Riuscivi davvero a far cadere quelle maschere tanto serie. Pensi davvero che loro ti hanno davvero perdonato? 
Hai poco rispetto!
Solo Putin ogni tanto pensa a te e sorride pensando a quando durante la guerra in Georgia hai fatto calare le brache ai padroni del mondo invitandoli tutti a cena. Ma forse Obama in cuor suo ti ringrazia.. Ma non può dirlo, pena la vita
Caro Silvio Berlusconi, lasciali per un poco nel loro brodo e vedrai che rastrellate arriveranno.
Io sono solo un vecchio hippy che guarda i mondo da dentro una sala d'aspetto e ora prova a starci anche tu e tira il fiato e sorridi alla follia di chi sogna la perfezione di un giardino davvero in ordine. Con tutti i sassolini legalmente in ordine e ben lavati.
Sotto, la terra sporca aspetta solo di di riprovare a far crescere almeno un filo d'erba.

Putin's dream

Obama's dream









la valle dei Mulini a Segusino

giovedì 23 giugno 2011

Giorgio Minato: ricordo di un amico formidabile dopo tre anni dalla scomparsa. Gian Berra


Giorgio Minato muore tre anni fa il 26 giugno 2008. Un ricordo per un amico formidabile dal cuore d'oro. Gian Berra.

Giorgio Minato


Giorgio Minato morì in un incidente a Treviso tre anni fa il 26 di giugno a 56anni. Una scomparsa improvvisa che mi ha fatto pensare con nostalgia a tutti i momenti passati assieme a lui. Ho dato una occhiata in internet ma nessuno si ricorda di lui, nessuno parla di lui. Nessuno si ricorda i suoi incontri e tutto il bene che ha fatto nelnostro piccolo mondo di provincia. Sono rimasto deluso dal fatto che nemmeno chi gli era vicino ha messo in internet una sua immagine più bella o abbia raccontato di lui e delle sue avventure con gli artisti che ha seguito.
Così ho deciso di regalare alla sua memoria un pezzo del mio tempo e raccontare di Giorgio Minato: persona forte e coraggiosa dalla inesauribile energia. Giorgio minato mi assomigliava anche se eravamo così diversi.
Ci accuminava un infinito entusiasmo per la vita e l'arte.

Ho conosciuto Giorgio Minato nel 1974. Io avevo appena aperto il mio primo studio d'arte a Valdobbiadene-TV in via del Monumento, appena di fianco alla grande piazza in cui si fa il mercato. Io ero ingenuo e sognatore come lo sono sempre. Ma allora anche senza esperienza. 
Un amico di cui non ricordo più il nome mi presentò a Giorgio. Mi portò a casa sua a Quero- BL.
Giorgio Minato dopo poche parole mi capì come mi avesse sempre conosciuto. Io invece ci misi del tempo a conoscere la sua personalità!
Si offrì di darmi una mano: lui sapeva vendere,io sapevo dipingere bene. Cosìiniziòla nostra lunga collaborazione. Quanti quadri ho consegnato a Giorgio Minato!
La nostra collaborazione durò fino al 1977 con alti e bassi. Poi riprese per brevi intrvalli nel 1978 e forse anche nel 1982.
Nel 1977 mi ero già trasferito a Covolo di Piave e nel 1980 mi ero sposato. Lo invitai al matrimonio, ma lui anche se non venne mi fece avere un regalo favoloso che conservo tuttora con affetto.
Nel frattempo Giorgio minato aveva aperto il suo primo negozio a valdobbiadene. Che coraggio aprire un negozio d'arte in un paese così provinciale! Ma lui era un ciclone ed era amico di tutti. Ce la fece alla grande ed ebbe un successo tale che ispirò le più grandi gelosie dalla gente di quel piccolo brufolo di provincia.

Giorgio Minato si accorgerva della grettezza della gente, ma sapeva prederla per isuioi punti deboli e riusciva a non essere fregato da chi gli cercava di sminuire il suo entusiasmo. Mi diceva con un sorriso compiaciuto:
" Lo sai Gian Berra, anche te io ho fregato un pochino qualche volta, poi tu te ne sei accorto e hai imparato. Non è forse meglio che lo hai imparato da me"
Io restavo la un po' stupito. Ma il giorno dopo lo ringraziavo della lezione.
Poi aggiungeva:
" noi siamo in mezzo a tante persone ignoranti che vogliono fara la parte di persone esperte e furbe. Vogliono il meglio di arte, mobili e tesori. Comprano solo per farsi vedere più belli e ricchi. Vogliono fare bella figura col vicino di casa. Solo il due per cento di questa gente capisce un poco di arte e tutti, proprio tutti vogliono esse trattati da gran signori. Non mi resta che farli contenti, sperando di incontrare di tanto in tanto una vera persona di cultura..."

Giorgio Minato era un vero stregone. Lui riusciva proteggere la sua passione per l'arte, senza cedere all'egoismo ignorante della nostra provincia. Anzi, riusciva a sfruttare l'ignoranza malgrado tutto a favore dell'arte vera. L'arte del cuore.
Per questa ragione pochi lo ricordano. Semplicemente ignoranza e gelosia. Forse anche un poco di vergogna di non varlere tanto quanto lui.

Giorgio era anche passionale, pagano nell'animo, istintivo, impulsivo ed aveva una pazienza infinita.
Gli piacevano le donne, forse un po' troppo. Ma la sua era una enegia che non si piteva controllare dato che proveniva dalla natura ed era senza limiti.

Giorgio caro, quanto mi hai aiutato quando ne avevo bisogno! E ogni volta ci guadagnavi qualcosa!
Caro Giorgio se io sono quì a ringraziarti vuol dire che ho imparato la tua lezione e la vivo a modo mio.
Ti auguro di vivere più che felice nel mondo che ora vivi. Anzi, ne sono più che certo!
Ti ricorderòancora e ancora racconterò di te e delle nostre avventure di allora.
Ho incontrato Giorgio Minato l'ultima volta nell'estate del 2006 durante una esposizione in strada a Montebelluna: quando mi ha visto mi ha fatto tante feste e baci che i pittori e la gente accanto a noi si era fermata stupita da tante emozioni espresse di cuore. Che ricordo!


Gian Berra hippie nel 1973




lunedì 3 gennaio 2011

Gian Berra, nel 2011 un nuovo anno di attività del pittore dell'anima del Veneto



Gian Berra come hippies nel lontano 1973


Gian Berra nel 1973:

  Le mie radici sono importanti. Sono le esperienze dell'infanzia che formano. Dimenticarsene o far finta che siano acqua passata è ingannevole. Io ci tengo così tanto che mi confronto con esse ogni attimo. Tornare alle proprie radici è come ricevere la forza, l'entusiasmo, la disponibilità a crescere come fanno tutti i cuccioli dell'essere umano. Maturare senza portarsi dietro lo stupore dell'infanzia è come morire. La NATURA si disinteressa dell'identità delle singole creature. Ad essa interessa la massa di vita che replica sé stessa. Per questo ritengo che l'intelligenza sia un evento capitato a caso, almeno finché essa non sarà utilizzata veramente a vantaggio di ogni identità che desideri vivere per giocare alla vita.

Gian Berra organizza le prime esposizioni pubbliche della sua arte alla fine degli anni 70 quando il grande balzo del mercato dell'arte si è ormai esaurito. Il boom economico è ormai un ricordo e la realtà delle cose si impone come un periodo di riflessione davvero salutare. Ascoltiamolo:

  " ... Sembrava che l'illusione di scimmiottare le esagerazioni del mercato dell'Arte internazionale non valesse più. I quadri senza contenuto non venivano più presi in considerazione. Anche in provincia gli "artisti" che avevano cavalcato la moda dei nuovi ricchi di formarsi una immagine avevano capito che si trattava ormai di una sbornia che era finita nel ridicolo ..."

   " ... Cosa potevo proporre io con la mia arte così ingenua, scarna, "fuori dal tempo", ormai scontata? Eppure il mio fuoco interiore mi implorava  di non far caso e a continuare a scavare dietro le maschere di chi vive sulle illusioni di un successo fine a sé stesso. Fu una scelta dura, ma solo così mi sentivo appagato. In quel tempo ancora non si parlava di "radici" e il futuro buio che si intravedeva all'orizzonte pareva un vuoto senza speranza.

Mi accorgevo che era così facile lasciare che i ricordi mi indicassero la strada della mia vera identità. Perché mai la gente che mi sciamava attorno non vedeva i colori che io ammiravo attorno a me? Io mi fermavo ad ascoltare le voci dei vecchi muri, mi beavo di salutare i sassi del greto del Piave e guardavo rapito i camini che fumavano dai tetti delle case. Ogni tanto fuggivo in sella alla mia vecchia Moto Guzzi 500 militare e raggiungevo il mare a Jesolo. Il vento e il sole mi confortavano e mi facevano sognare con l'entusiasmo di chi non ha dimenticato la lezione di libertà che veniva dal '68. La splendida lezione di John Lennon che cantava il sogno Hippy pareva dimenticata. La festa pareva finita, La politica era riuscita a deformare quel sogno in violenza ed inganno. La New Age ancora non era arrivata in Italia e le coscienze erano smarrite in quel vuoto. E felici di esserlo.

Io invece tenevo duro. Già allora ero convinto che la ricchezza era dentro ciascuno di noi. bastava tirarla fuori. Non te la regala nessuno e quando la trovi per strada oppure viene imposta ai bambini come verità assoluta... ti chiede in cambio la tua anima..."

  "... Ormai avevo deciso: Avrei trasformato le immagini che percepiva la mia anima in rappresentazioni concrete che tutti potevano vedere. Dipinti, forme reali, scritti, poesie, concetti: e li avrei adorati io per primo. Creare Idoli invece di cercarli per strada. "
case abbandonate nella magica valle del torrente Ariù. L'anima del popolo veneto è stata dimenticata per ignoranza.

SONO NATO...

Sono nato in un giorno di novembre del 1947 appena dopo che la guerra era finita. A Segusino (TV) non c'erano strade asfaltate e pochissimi telefoni. Segusino è un paese di collina, quasi di montagna. Quelli coraggiosi se ne andavano a lavorare all'estero, ma la fuga era iniziata 100 anni prima quando il paradiso artificiale della repubblica di Venezia fu spazzata via. Il Regno vi portò più miseria di prima e quando nacqui io la miseria era la norma. La miseria detta delle leggi severe quando è associata all'ignoranza. Solo i sentimenti di umanità e pazienza infinita delle donne hanno salvato l'anima di questi paesi oppressi da un senso di impotenza di fronte agli eventi. Sono problemi che affliggono gli esseri umani, non certo madre natura. Segusino ha una natura fortunata e splendida. ma i suoi abitanti non lo sapevano. Parlai tempo fa con i  pochi vecchi rimasti ed ebbi la fortuna di scoprire la realtà celata dietro la paura di morire di fame. Come ogni luogo isolato dal mondo i conflitti e gli odii nascevano per cose da niente: bastava calpestare il campo di un vicino, rubare una mela per richiamare l'odio. Le chiacchiere di paese erano gestite dalle perpetue e ogni favore era il frutto di sottomissione a chi poteva mettere una buona parola. L'osteria era lo sfogo dei maschi e il pettegolezzo un'arma a doppio taglio delle vecchie signore. Il dialetto di segusino era aspro e deciso come quello dei montanari. La chiesa era il luogo dove vedere chi veniva ogni domenica a mostrare sé stesso. Chi non ci veniva suscitava sospetti.

La mia natura si lasciava incantare da questo angolo di Veneto senza tempo. Un ottimismo che mi portava dentro il paesaggio umano e fisico di quei luoghi. Un veneto che faceva fatica a gettare via le sue radici. Quando venne il sessantotto, epoca favolosa, già cominciavo ad esplorare i dintorni del mondo e la passione di dipingere divenne la direzione principale.

Rappresentare lo stupore per il mondo che mi cresceva dentro non paga, come del resto come tutte le passioni. Il solo fatto di viverlo appaga e incita a continuare. L'entusiasmo della gioventù mi portava su una strada difficile da gestire. L'artista lavora per sé, ma cerca ogni attimo il dialogo.

Imparai presto che la realtà è ben diversa. Che strano il mercato dell'Arte! neanche la c'è spazio per sognare. Però mi diedi da fare a modo mio, e l'energia era tanta quanto i sogni.

La galleria d'arte Martinazzo di Montebelluna mi diede una mano preziosa nel 1978 ad uscire dal guscio. Poi cominciò la vera serie di mostre, in gran parte autogestite.

La mia arte era sempre ottimista ed entusiasta. Non mi interessava lo sfogo fine a sé stesso. Un figurativo ingenuo ed essenziale che col tempo si riempie di sprazzi di ironia e compiacimento. Un FIGURATIVO NEO BAROCCO come amo definirlo.

Un sogno appunto, come le rare sculture che già iniziavo allora a produrre. Una scoperta gradevole fu l'acquarello: ho sempre avuto una mano svelta e spontanea. Ancora oggi mi diverte, specialmente nei piccoli formati.

Ma il gioco non ha mai fine: come divertirsi senza usare la figura? Così senza tralasciare nulla sfidai il confine ulteriore e nacque la mia ulteriore forma di gioco artistico.

Il BAROCCO INFORMALE  era già nelle mie mani che tentavano un ulteriore modulo espressivo. Sembra facile, invece si rivelò una strada piena di nuove sfide. Il concetto che perde la sua leggibilità immediata a favore di una proposta di pensiero senza suggerimenti: un invito all'osservatore a sfidare il proprio sentire e vedere dove poteva arrivare.

Ringrazio il mio ultimo ( di tempo) amico ed estimatore Giancarlo Nadai che continua a darmi suggerimenti e pareri. Un artista ne ha bisogno come il pane.

Gian Berra, primavera 2007



Una periferia veneta è cosa inutile a chi non ha mai conosciuto l'amore per le proprie origini, ma nessuno sembre comprenderlo. Io cosa ci posso fare se non rappresentarla con amore. Gian Berra


    Panoramica di 35 anni di eventi:

Dal 1977 al 1980 :

Ho organizzato due mostre a Treviso a Ca' de Ricchi e per 4 anni in mostra permanente alla galleria Val in piazza del grano. Due personali alla galleria Brotto a Cornuda (TV). Due personali alla galleria Il Pozzo di Castelfranco Veneto, Personale a Villach (Austria), Collettiva a San Diego ( California, USA), personale alla galleria Ponte della Madonna a Conegliano TV, personale alla galleria Rasarda a Montecatini Terme, inizio della collaborazione con la galleria Martinazzo di Montebelluna. Nel 1978 espongo per la prima volta a Treviso presso la Galleria "Lo Scrigno di Val". E' l'occasione per conoscere il "mercato" della mia provincia. Mi viene offerta l'occasione di esporre alla sala storica di Ca' de Ricchi per due anni nel 1978 e nel 1979. Mi viene presentato un pittore di gran valore allora in voga in città: BRUNO FAEL. Lo incontro nel suo splendido studio presso piazza Vittoria; mi fu prodigo di consigli da cui trarrò frutto e di cui lo ringrazio di cuore.

Nel 1980 mi decido ad aprire il mio nuovo studio a Trento in piazza S Maria Maggiore. L'avventura durerà un anno in cui ospito nel mio studio un amico pittore d'eccezione: BRUNO DONADEL di Pieve di Soligo (TV). Personale a Pejo (TN).

Dal 1981 al 1991:

Ritorno nello studio di Covolo di Piave (TV) e organizzo la serie di eventi che seguono: Personale a Torino (Centro d'arte Internazionale), Personale a Padova (galleria Semeghini), MOSTRA ALLA "GIPSOTECA DEL CANOVA" a Possagno assieme a Danilo Soligo ( 1984), in permanenza per due stagioni alla galleria Bafile a Jesolo VE, Per due stagioni in permanenza alla galleria Sartori a Lignano Sabbiadoro- nel 1986 inizia la serie delle mostre in Lazio: una personale a Lanuvio e un'altra a genzano sui colli romani. Una a Roma alla Saletta dell'Arte. Dal 1987 al 1991 la serie di mostre estive a seguito delle "Feste dell'Unità". Tutte quelle estati in giro per il Veneto: circa 35 mostre a contatto diretto con la gente. Nel 1989 inizia l'avventura in Germania. Personali a Dusseldorf, Braunschweig, Monaco e Wurzburg. Gian B-erra ricorda gli artisti che già da questo incontra: Luciano Buso, Danilo Soligo, Roberto Poloni, Ottorino Stefani di cui parla alla pagina biografia di questo sito.

Dal 1992 al 2005:

Nel 1989 incontra Franco Carraro, fondatore di Radio gamma 5, una radio libera e alternativa che opera in Veneto e ascoltata anche fuori della regione. E' l'occasione per collaborare con la radio per diffondere il messaggio creativo. Gian Berra vi tiene una trasmissione il pomeriggio della domenica per un certo tempo: il titolo è " Tra oriente ed occidente", temi di confronto tra due culture che si incontrano.

Nel 1993 inizia l'avventura del CORSO PRATICO DI PITTURA che creo come modo di interagire con la gente che mi vive vicino. Lo scopo e quello di far fare esperienza di creatività pratica a chiunque voglia provare. Quasi mille persone frequenteranno il corso. Rallento con le personali ma faccio dei viaggi presso collezionisti europei a Parigi, Praga, Metz (Francia), Liegi (Belgio). Creo l'Associazione Culturale " La criola" per aiutare ad emergere gli artisti timidi della mia terra. Fondo un "Concorso di Poesia New Age" che indice una grande festa della poesia ogni solstizio d'estate. Poeti che si premiano l'un l'altro senza critici esperti. Organizzo per undici anni presso il municipio di Cornuda (TV) una " Collettiva di Pasqua" per far incontrare gli artisti locali e non. Nel 2005 dedico questa esposizione che sarà l'ultima agli artisti più vicini al professionismo, ma troppo timidi per organizzarsi. Quasi tutti di Valdobbiadene (TV). Spiccano gli artisti con più esperienza e più anni di pratica: SERGIO BORTOLIN, MIRELLA SOTGIU, BEPI MIONETTO e GIOVANNI CARAMEL un grafico meraviglioso, schivo e riservato che nel suo paese di Valdobbiadene era praticamente ignorato. Lo andai a trovare e lo trovai già molto malato. Fu un onore per me proporgli una mostra.

Dal 1995 al 1999 frequenta un corso completo di formazione in Psicosintesi e ne consegue un diploma presso il Centro di Psicosintesi di Padova, già diretto già allora in modo magistrale dalla dottoressa Cinzia Ghidini. E' l'occasione per indagare i meccanismi mentali che formano ed esprimono la potenza nascosta della creatività. La maggiore consapevolezza delle potenzialità nascoste in ogni essere umano sono alla portata di ognuno: basta superare le paure indotte da una educazione che limita il coraggio così naturale nei bambini, di osare oltre ciò che è ovvio.

Nel frattempo scrivo poesie e comincio con i primi racconti (vedi nelle atre pagine del sito). Da alcuni anni mi diverto con la pittura INFORMALE BAROCCO che si affianca in perfetta armonia con la vena figurativa che mi contraddistingue. Sono solo due linguaggi che chiedono solo di esserci e dire la loro. Nel 2003 cambio casa, ora abito e lavoro in via Barche 38 sempre a Covolo di Piave TV. Nel frattempo ho trovato il tempo di fare diverse conferenze sul tema della "Paura, chi è costei?" L'ultima l'ho tenuta a novembre 2006 in una personale delle mie opere davvero ben riuscita presso l'Officina dell'Arte a Conegliano TV. L'amico Giancarlo Nadai mi organizza anche una permanente presso la "Trattoria Baia del Re" a Refrontolo (TV); anche quello è un modo di porre le opere d'arte a contatto diretto con la gente. Mi muovo di meno ed è ora che siano i quadri a viaggiare. Nel dicembre 2006 termino il mio primo romanzo: WASERE, cuore di drago, circa 200 pagine, che faccio girare tra gli amici più intimi in attesa di una sua pubblicazione. Il romanzo è ambientato nel 1906 nel paese di Segusino (dove sono nato) e racconta di un fatto misterioso realmente accaduto in quei monti: magia e realtà si scontrano quando l'anima del luogo si risveglia. Ma ne sto già scrivendo un altro di un genere completamente diverso.

I libri di Gian Berra sono reperibili su Lulu.com.
http://stores.lulu.com/baroque

Gian Berra

venerdì 17 dicembre 2010

La Psicologia Sciamanica di Gian Berra, free in internet...



Gian Berra hippie nel 1073





cerca dentro:
che pacchia!



Ecco gratis ( free ) una fenomenale PSICOLOGIA SCIAMANICA di
Gian Berra.
Mai è stato permesso di indagare in tale profondità dentro l'anima che guarda ciò che forma la nostra realtà di ogni giorno.
Grazie a GOOGLE è ora possibile far conoscere tale realtà per niente alternativa. Ecco che il motore turbo ci permette di scaricare free le esperienze sciamaniche di Gien Berra.
Cerca invece anche quello in italiano dentro il cassetto:
Credevi che non ci fosse? Ti ho fregato grazie a Google!
Gian Berra

Psicologia Sciamanica,Saggi Selvaggi Di Gian Berra, 2002-2005





giovedì 11 marzo 2010

Pederobba, Covolo di Piave e l'anima di un popolo...

   
Vedi le foto e il testo dei ricordi di Pederobba:

http://justpaste.it/pederobba

Pederobba, osteria da Rafael, distrutta nel 2006
Un pezzo delle nostre radici venete distrutto per sempre. Leggi il libro di Gian Berra che racconta l'orrore che ci ha privato di un tesoro prezioso. Ma chi ci crede alle nostre vere radici?


Pederobba, osteria da Rafarl con la neve, Gian Berra 


Ecco dove puoi trovare le foto dell'evento:

http://picasaweb.google.com/gian.berra/PederobbaOsteriaDaRafaelUnaRadiceStrappataGianBerra#


E' anche disponibile in internet, su Lulu.com il libro di Gian Berra dedicato all'Osteria di Rafael. GRATUITO da scaricare:




Pederobba, le Barche e i ricordi a Covolo di Piave.
Ricordo della antica Osteria da Rafael. Purtroppo non c'è più ed era giusto ricordarla. Due anni fa in questa stagione abbiamo perduto una nostra radice, ma nessuno se ne è accorto. Ecco una immagine di quel posto incantato. Una foto di una nevicata di 20 anni fa.

Gian Berra
Pederobba - Osteria Da Rafael - Gian Berra - 2010

Ecco dove puoi trovare le foto dell'evento:

http://picasaweb.google.com/gian.berra/PederobbaOsteriaDaRafaelUnaRadiceStrappataGianBerra#


E' anche disponibile in internet, su Lulu.com il libro di Gian Berra dedicato all'Osteria di Rafael. GRATUITO da scaricare:

http://stores.lulu.com/baroque


Buona lettura, Gian Berra











venerdì 5 febbraio 2010

google helps me. gianberra


A Venezia si possono trovare cose così orride. ma google offre ben di più. Ad esempio uno spazio free per sites.
Non mi sembra poco. gianberra